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Intelligenza artificiale e salute

AI AND HEALTH: quando l’intelligenza artificiale incontra la salute

Grande partecipazione per “AI AND HEALTH”, tavola rotonda organizzata dal Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano. L’evento è stato ospitato il 21 maggio nell’Aula Magna dell’Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi”. Moderato dalla giornalista Michela Vuga, ha riunito esperti da accademia, istituzioni e industria per discutere il rapporto sempre più stretto tra intelligenza artificiale e salute.

Una riflessione collettiva su AI e medicina

Tra i relatori dell’iniziativa: Antonio Spera, Giovanni Calcagnini, Giovanni Delgrossi, Flora Peyvandi, Fabio Antonio Stella e Marco Masseroli. Ospite dell’incontro anche Roberto Sassi dell’Università Statale di Milano. Hanno portato il loro contributo istituzionale la prorettrice alla Transizione Digitale Silvana Castano e il professor Gian Vincenzo Zuccotti, Responsabile di Pediatria e del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Buzzi.

Il confronto ha posto l’accento su come l’intelligenza artificiale sia già parte integrante della pratica medica in diversi ambiti, a partire dall’imaging diagnostico. In questo contesto, l’AI individua lesioni invisibili all’occhio umano, permettendo di ridurre le dosi radiogene nelle TAC e ottimizzando i tempi delle risonanze magnetiche.

Intelligenza artificiale, salute e medicina di precisione

Un ambito chiave emerso durante l’evento è la medicina di precisione, dove l’AI consente di integrare dati genomici, clinici e metabolomici per personalizzare i trattamenti. Questa capacità predittiva e adattiva migliora accuratezza diagnostica, sensibilità e specificità, contribuendo anche alla sostenibilità economica dei percorsi di cura.

Di rilievo anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel monitoraggio dei pazienti anziani, in grado di individuare segnali precoci di deterioramento clinico e attivare interventi preventivi, riducendo il rischio di eventi critici o acuti.

Collaborazione e formazione: le basi dell’innovazione

Il messaggio che emerge con forza è che la rivoluzione digitale in sanità non può essere realizzata in solitaria. È indispensabile una collaborazione sinergica tra clinici, informatici e ingegneri, sia nella ricerca che nell’applicazione quotidiana. Una sanità guidata dai dati richiede anche interoperabilità, visione strategica e un uso responsabile delle risorse del PNRR.

In questo scenario, il ruolo delle università si conferma cruciale: formare nuove competenze, fare ricerca avanzata e contribuire a definire la governance dell’innovazione tecnologica in ambito sanitario.

AI e professionisti: un’alleanza, non una sostituzione

Un punto fermo ribadito da più voci è che l’intelligenza artificiale non sostituisce il medico, ma lo affianca. Comunicare questo concetto con chiarezza ai cittadini e agli operatori della sanità sarà fondamentale per costruire una fiducia condivisa nei nuovi strumenti digitali, al servizio di una medicina più equa, efficace e umana.